I piani di riforestazione negli Stati Uniti si scontrano con la mancanza di semenzali

Secondo una recente ricerca, i vivai statunitensi non producono abbastanza semenzali e non forniscono la varietà di specie necessaria per soddisfare gli ambiziosi piani di riforestazione della nazione.

Nel tentativo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di fornire sollievo dal caldo estremo, i governi di tutte le nazioni del mondo si sono impegnati a piantare alberi. Secondo un nuovo studio, però, gli Stati Uniti non dispongono delle piantine necessarie alla realizzazione di questi piani.

Secondo una ricerca pubblicata il 31 luglio 2023 sulla rivista Bioscience (https://academic.oup.com/bioscience/advance-article-abstract/doi/10.1093/biosci/biad049/7223625), i vivai statunitensi non producono un numero sufficiente di semenzali per realizzare gli ambiziosi piani di messa a dimora di nuove foreste, e non dispongono della diversità di specie richiesta da tali piani.

Per questo studio, 13 scienziati hanno esaminato 605 vivai in 20 Stati del Nord degli USA. Solo 56 di essi – ovvero meno del 10% – coltivano e vendono piantine nelle quantità necessarie per la riforestazione.

Il team, guidato da due scienziati della Rubenstein School of Environment and Natural Resources dell’Università del Vermont, ha anche rilevato che i vivai forestali tendono a produrre un numero limitato di specie di alberi, dando la priorità a quelle utilizzate per la produzione di legname e non a quelle più adatte alla mitigazione della crisi climatica, scrivono gli autori.

“Nonostante l’entusiasmo e l’apparente semplicità con cui è vista l’idea di piantare alberi in molti ambienti politici e filantropici, quando si arriva al dunque è molto difficile trovare le specie o il materiale di propagazione necessario”, ha dichiarato Peter Clark, ecologo forestale dell’Università del Vermont che ha guidato lo studio.

La ricerca è stata pubblicata in concomitanza con le prolungate ondate di calore che hanno colpito alcune zone degli Stati Uniti. La città di Phoenix, che nell’estate 2023 ha registrato un caldo record, ha dichiarato di voler piantare 200 alberi ogni 1000 metri di strade in quartieri selezionate e ha investito 1,5 milioni di dollari nel piano. Molte città statunitensi hanno preso impegni simili per la messa a dimora di alberi. A livello federale, L’Infrastructure Investment and Jobs Act del 2021 ha stanziato fondi per il Servizio Forestale degli Stati Uniti con l’obiettivo di piantare più di 1 miliardo di alberi nei prossimi nove anni.

Ma per realizzare questi piani è fondamentale che gli alberi siano in grado di crescere nelle condizioni ecologiche e climatiche locali, e molti vivai esaminati dai ricercatori non avevano a disposizione specie di alberi adatte alle condizioni locali. I ricercatori hanno anche riscontrato una carenza di varietà “adatte al clima futuro”, ovvero in grado di sopravvivere al progressivo aumento del calore e delle condizioni climatiche estreme.

Lo studio ha rilevato anche la scarsità di alberi che svolgono ruoli chiave negli ecosistemi locali. La picea rubens, ad esempio, è molto efficace nel sequestro del carbonio e funge da habitat per molte specie, ma negli ultimi decenni è stata minacciata dallo sviluppo urbano e dalle piogge acide. Secondo Clark “sono in corso sforzi per ripristinare questa specie, [ma] nella nostra indagine abbiamo trovato solo due vivai che la vendevano”.

Clark afferma inoltre che sono molti i fattori che hanno contribuito alla scarsità di semenzali, e in particolare la diminuzione dei vivai pubblici. “Negli ultimi anni, molti Stati hanno deciso di chiudere i loro vivai finanziati con fondi pubblici a causa di problemi di bilancio, e il mercato non ha consentito di mantenere in funzione tali strutture”, ha dichiarato Clark.

A detta di Clark, il declino dei vivai si è tradotto anche in una perdita di conoscenze sui semi. Inoltre, i raccoglitori di semi qualificati stanno diventando sempre più rari, il che significa che per i vivai sarà sempre più difficile ottenere semi di qualità e varietà adeguate.

I ricercatori sostengono che un aumento drastico della produzione di semenzali e della diversità delle specie prodotte nei vivai della regione sarà fondamentale per il successo di qualsiasi campagna volta ad affrontare la crisi climatica con la messa a dimora di alberi.

Questo studio sottolinea la necessità di un aumento degli investimenti nei vivai di proprietà o a gestione federale e nell’attività di raccolta dei semi. “Questa strategia potrebbe inoltre stimolare la produzione di semenzali forestali adeguati anche da parte dei vivai privati, una volta che la domanda sarà stabile”, scrivono i ricercatori.


L’articolo in inglese è disponibile al seguente link: https://www.theguardian.com/environment/2023/jul/31/us-tree-planting-goals-climate-crisis

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