Il ruolo del verde urbano nei processi di educazione ambientale

Negli ultimi decenni il verde urbano ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulle città sostenibili. Tradizionalmente considerato prima come elemento decorativo del paesaggio urbano e dopo anche come infrastruttura ecologica, il verde urbano può essere oggi interpretato anche come uno spazio educativo diffuso, capace di favorire processi di apprendimento formale e informale lungo tutto l’arco della vita delle persone che vivono le città. Il verde in tutte le sue forme -quindi parchi, filari alberati, giardini scolastici, orti urbani o aree naturali periurbane- offre dei luoghi in cui l’esperienza diretta con la natura contribuisce a costruire consapevolezza ambientale, senso di appartenenza e responsabilità collettiva.

Questa prospettiva assume particolare rilievo alla luce delle sfide che dobbiamo affrontare. La perdita di biodiversità, il declino dei grandi alberi e il cambiamento climatico rendono necessaria una maggiore attenzione al ruolo del verde nella mitigazione degli impatti ambientali dell’Antropocene. Parallelamente, le aree urbane si confrontano con un crescente problema di salute pubblica, legato sia all’inquinamento ambientale sia a stili di vita sempre più sedentari, ma anche con una progressiva disconnessione dalla natura, sia sul piano fisico sia su quello psicologico e culturale. 

Come ricostruire allora il rapporto tra cittadini e ambiente? Il verde urbano può essere un alleato strategico per promuovere conoscenza, benessere e partecipazione attiva?

Benefici cognitivi ed educativi del verde urbano

Il contatto diretto con il verde urbano favorisce forme di apprendimento esperienziale che integrano conoscenze teoriche e osservazione diretta. L’outdoor education, ad esempio, utilizza spazi verdi come ambienti di apprendimento in grado di stimolare curiosità, capacità di osservazione e pensiero critico. Gli studi evidenziano come la presenza di elementi naturali migliori l’attenzione e la concentrazione, ed inoltre l’esperienza sensoriale all’aperto diventa motore di empatia ecologica perché consente di sviluppare un sentimento di connessione e attenzione nei confronti dell’ambiente naturale e porta a prendersene cura. In questo senso, il verde urbano può (anzi, deve) essere considerato una vera e propria “aula a cielo aperto”, permettendo sia a bambini che adulti di avere un’opportunità di apprendere concetti legati all’ecologia, alla biologia e alla sostenibilità in modo concreto e partecipativo.

Inoltre, da un punto di vista dell’educazione alla salute, il verde può assumere un ruolo preventivo, promuovendo stili di vita sani e una maggiore consapevolezza del rapporto tra ambiente e salute sia per bambini che adulti ed anziani.

Benefici sociali e culturali

Oltre agli aspetti cognitivi, il verde urbano svolge un’importante funzione sociale e culturale. Gli spazi verdi favoriscono l’incontro tra persone di età, provenienze e background culturali diversi, contribuendo alla costruzione del senso di comunità. Attività specifiche, come la gestione collettiva di orti urbani, la cura di parchi di quartiere o iniziative di volontariato ambientale rafforzano ulteriormente le relazioni sociali e promuovono forme di inclusione intergenerazionale e interculturale. In queste esperienze di comunità, il verde urbano diventa anche un contesto privilegiato per l’educazione civica, in cui la cura degli spazi comuni si traduce in responsabilità condivisa. Prendersi cura del verde significa riconoscere il valore dei beni comuni e sviluppare un atteggiamento attivo nei confronti della città, dell’ambiente e della comunità, superando una visione passiva del cittadino come semplice fruitore degli spazi urbani.

Benefici ambientali e biodiversità come contenuto educativo

Un’ulteriore opportunità offerta dal verde urbano è quella di rendere visibili e comprensibili i servizi ecosistemici che spesso rimangono astratti nella comunicazione ambientale, poiché per la maggior parte poco tangibili. Benefici come l’ombreggiamento, la regolazione del microclima locale, il miglioramento della qualità dell’aria o il supporto alla biodiversità possono essere compresi attraverso l’esperienza diretta nei contesti urbani, soprattutto se opportunamente valorizzati.

L’educazione alla biodiversità “di prossimità” – se così si può definire – consente di superare l’idea che la natura sia qualcosa di distante o relegato esclusivamente ad ambienti protetti e remoti. Alberi, insetti, uccelli e altre forme di vita presenti in città diventano così oggetti di apprendimento, attraverso i quali riconoscere le diverse specie, le loro caratteristiche, abitudini e comportamenti. Di conseguenza, il potenziale educativo dell’osservazione degli ecosistemi urbani si realizza pienamente solo quando gli spazi verdi presentano un elevato livello di complessità ecologica e biodiversità, permettendo di cogliere le interazioni tra fauna, flora e ambiente.

Dal verde “ornamentale” al verde “educativo”

Per valorizzare pienamente il potenziale educativo del verde urbano è necessario superare una visione puramente ornamentale degli spazi verdi. Il verde “educativo” è quello che coinvolge direttamente i cittadini nei processi di cura, monitoraggio e progettazione, trasformando lo spazio urbano in un luogo di apprendimento e sperimentazione condivisa. In questo percorso diversi attori – tra cui scuole, università, amministrazioni pubbliche e associazioni di cittadini- svolgono un ruolo fondamentale. La collaborazione tra essi consente di sviluppare progetti integrati, capaci di connettere conoscenze scientifiche, pratiche di gestione e partecipazione civica. Un aspetto centrale riguarda anche la progettazione degli spazi verdi, che dovrebbero essere concepiti, come detto prima, anche come ambienti che insegnano. Diversi elementi ecologici possono arricchire il verde urbano dal punto di vista ecologico e, di conseguenza, educativo. Tra questi rientrano la presenza di grandi alberi con strutture complesse, alberi-habitat, legno morto sia in piedi sia a terra, prati fioriti, pozze d’acqua e canali. A tali elementi possono affiancarsi ulteriori strutture a supporto della biodiversità, come siepi diversificate, margini vegetati, aree a gestione estensiva o microhabitat per insetti e piccoli vertebrati. L’integrazione di questi elementi nel paesaggio urbano risulta fondamentale non solo per le loro funzioni ecologiche, ma anche per il loro valore educativo, in quanto capaci di stimolare curiosità e osservazione.

Fig 1. Attività di educazione ambientale condotte in spazi verdi urbani

Buone pratiche ed esempi virtuosi

Si possono trovare diversi esempi significativi, sia in Italia che nel resto del mondo, di spazi verdi progettati e gestiti con chiaro indirizzo educativo. Tra queste si può citare un progetto seguito direttamente dagli autori presso il Parco Nord Milano, avviato in seguito agli eventi meteorologici eccezionali del luglio 2023, quando un violento nubifragio ha causato gravi danni al patrimonio naturale e arboreo della città. Questa esperienza coniuga educazione ambientale, conservazione della biodiversità e gestione sostenibile del verde urbano, con l’idea di trasformare un evento critico in un’opportunità progettuale e educativa. L’intervento ha riguardato un’area in cui alcuni grandi pioppi erano stati schiantati a terra. Il progetto inizialmente previsto contemplava la rimozione completa degli alberi caduti e di quelli danneggiati, con l’asportazione del legno tramite mezzi meccanici, comportando elevati costi economici e un impatto significativo su suolo e acque. La proposta alternativa sviluppata ha invece previsto la conservazione degli alberi schiantati, riconoscendone l’elevato valore naturalistico, la riduzione del rischio per gli alberi danneggiati ancora in piedi e la loro permanenza in sito. Contestualmente, sono stati realizzati una nuova passerella e un percorso educativo-naturalistico, prima assenti in quest’area, oltre a strutture con micro-nicchie ecologiche per la biodiversità ricavate dal legno presente. Un’apposita pannellistica accompagna il percorso, illustrando sia le scelte gestionali adottate sia la fauna potenzialmente presente. L’intervento ha restituito al Parco Nord Milano una nuova area didattica, rafforzato la collaborazione tra ricercatori, gestori del verde e professionisti (arboricoltori e agronomi) e, al contempo, ridotto i costi di gestione.

A Birmingham (UK) nel 1993 è stato aperto il Centre of the Earth gestito dal Wildlife Trust, un centro di educazione ambientale situato all’interno di un contesto urbano caratterizzato da fragilità sociali e ambientali. Il progetto si configura come una best practice che attraverso diverse attività ed iniziative promuove la conoscenza della biodiversità urbana, la consapevolezza ecologica e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Tra i progetti promossi vi sono iniziative per il ripristino dei corsi d’acqua e dei corridoi verdi, la propagazione di flora locale per il rafforzamento degli habitat e programmi come Youth Action for Nature che mirano a coinvolgere i giovani nella conservazione e nel legame con gli spazi naturali urbani. Altri progetti, come Wild Walsall e Dudley’s Path to Nature Recovery, integrano impegno comunitario, educazione e citizen science nell’ambito del recupero di paesaggi periurbani. Il valore di progetti come questo risiede nella capacità di coniugare rigenerazione ambientale, inclusione sociale e apprendimento esperienziale, rafforzando il legame tra popolazione urbana e natura.

Fig 2. Area di Parco Nord dopo il nubifragio del luglio 2023 e durante le prime attività di riqualificazione. Gli alberi schiantati sono stati lasciati a terra, in alcuni casi depezzati per poter creare degli accumuli più ordinati, e il legno risultate utilizzato per creare micro-nicchie per la biodiversità (Foto D. Corengia).

Fig 3. Pannello didattico e foto del sentiero naturalistico creato per riqualificare l’area impattata dal nubifragio del luglio 2023 (Foto C. Canedoli, Disegno: E. Segale).

Superare le visioni riduttive del verde urbano

Una convinzione diffusa è che l’educazione ambientale attraverso il verde sia rivolta principalmente ai bambini. Questa propensione deriva da una tradizione pedagogica che ha collocato l’apprendimento in natura soprattutto nei contesti scolastici, in particolare nella scuola dell’infanzia e primaria. Pratiche come l’outdoor education, gli orti didattici e i laboratori naturalistici sono sviluppate e presentate principalmente per bambini. Più in generale, la cultura naturalistica è spesso associata all’infanzia: musei di storia naturale, orti botanici e zoo vengono frequentemente comunicati e fruiti come luoghi per bambini, più che come spazi di approfondimento culturale per tutte le età. Questa impostazione contribuisce a rafforzare l’idea errata che il rapporto conoscitivo con la natura sia una fase transitoria, anziché un ambito di apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita. Anche la comunicazione istituzionale rafforza questa visione, poiché molti progetti di educazione ambientale sono rivolti unicamente alle scuole. Il rischio è quello di trascurare l’importanza di iniziative e opportunità di educazione per la popolazione adulta, la quale invece è direttamente coinvolta nelle scelte politiche e nei processi partecipativi sul territorio e quindi dovrebbe essere maggiormente consapevole rispetto ai temi ambientali. 

Il verde urbano del futuro, nell’educazione

Guardando al futuro, il verde urbano è destinato a svolgere un ruolo sempre più centrale nelle città. In questi contesti, l’educazione ambientale non deve essere confinata agli spazi scolastici, ma deve permeare l’intero tessuto urbano, coinvolgendo cittadini, istituzioni e territori. L’educazione ambientale continua, che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita, rappresenta una sfida e al tempo stesso un’opportunità. Per realizzarla, è necessario promuovere politiche integrate che mettano in dialogo urbanistica, educazione e scienze ambientali, riconoscendo il verde urbano come infrastruttura strategica per la sostenibilità e il benessere collettivo. Il verde urbano può essere considerato a pieno titolo una infrastruttura educativa strategica, capace di contribuire alla formazione di cittadini più consapevoli, responsabili e attenti alle sfide ambientali. 

Info Autori

Claudia Canedoli
Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Università degli studi di Milano “Bicocca" |  Altri Posts
Davide Corengia
BioTreeversity |  Altri Posts
Emilio Padoa-Schioppa
Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Università degli studi di Milano “Bicocca" |  Altri Posts

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